Chi sono

Ho imparato che una persona è sempre più di ciò che le è accaduto.

Il mio lavoro nasce dall’incontro tra studio ed esperienza, ma soprattutto dalla presenza: quella che non anticipa, non trattiene, non pretende di sapere al posto dell’altro.

Simona Pasqualucci in un ritratto spontaneo, seduta e sorridente
Simona Pasqualucci

Prima, la salute e la famiglia

Sono una dottoressa in psicologia e, fin dall’inizio, mi sono occupata di salute e famiglia. Nel 2015 ho co-pubblicato con ACMAR uno studio sulla qualità della vita nelle persone con malattie croniche, accolto anche negli Stati Uniti. Dietro i dati, incontravo una domanda che ancora oggi mi accompagna: come aiutare una persona a non coincidere interamente con ciò che l’ha ferita?

Una malattia, una perdita, una storia difficile possono occupare molto spazio. Ma non sono tutta la persona. Le sue risorse restano, a volte silenziose, e meritano un luogo in cui tornare visibili.

Camminare con le proprie gambe

La formazione in counseling con la scuola ASPIC mi ha dato parole e forma per questa intuizione. Per me la relazione di aiuto è un tratto di strada breve e circoscritto: si cammina insieme, ma la direzione e il passo appartengono alla persona.

Non desidero diventare indispensabile. Desidero offrire ascolto, responsabilizzazione e uno spazio in cui ciascuno possa riconoscere le risorse che già possiede.

Le radici e il sistema familiare

L’incontro con le Costellazioni Familiari ha allargato il mio sguardo: alcune vicende non iniziano soltanto con noi. Abitiamo legami, memorie, esclusioni e fedeltà familiari che possono continuare a muoversi nel presente. Guardarle non significa cercare colpe, ma restituire a ogni storia il proprio posto.

In questo cammino ho incontrato Origena. Non una cornice esterna, ma una comunità con cui condivido cura, confronto e una pratica viva.

Il tempo sospeso

Ciò che ho attraversato è entrato nel mio modo di esserci.

Negli ultimi due anni ho vissuto lutti importanti. Non li porto come una credenziale, né come una risposta. Li porto come si porta una verità che ha cambiato il ritmo delle cose.

Ho conosciuto un tempo che non procede in linea retta e uno spazio che, prima di riaprirsi, chiede di essere abitato. Oggi lavoro anche da lì: con meno fretta, più autenticità e rispetto per ciò che non può essere risolto, ma può essere ascoltato.

«Origena per noi è un luogo di incontro in cui poter guardare alla propria storia con rispetto, curiosità e uno sguardo nuovo. Crediamo che non tutto ciò che portiamo con noi ha avuto inizio da noi. Guardare alle nostre radici ci permette di ricordare da dove veniamo per onorarlo e scegliere, ogni giorno, ciò che vogliamo diventare.»

Simona Pasqualucci, su Origena

Scopri Origena